manchi?!

il punto di domanda è voluto, perchè in realtà non lo so. Non so se
mi manchi
mi fai girare il cazzo perchè non ti sento quanto le mie ansie vorrebbero – eh non io…
non mi manchi perchè sono tranquilla
non mi manchi perchè voglio la mia vita da zitella
forse è un insieme di tutto questo. la mia confusione è frutto della non chiarezza. e della strisciante consapevolezza che potresti impegnarti un po’ di più.
quale che sia il motivo, è un non-motivo se lo vuoi tu.
tenermi a distanza non mantiene lo status quo… mi rende solo dubbiosa. mi rende irritata e irritabile. mi fa dubitare. dubitare di quello che provo. della tua onestà, della tuo impegno.

oggi mi manchi a tratti. ho bisogno di una parola, di un passo deciso. Un tempo sarei stata terrorizzata. oggi sono semplicemente decisa a scoprire la verità, le conseguenze non mi fanno paura.

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let go

sto mollando il colpo… non ho più ansia da “perdermi qualcosa”, da calimero, da se non mi chiami non mi vuoi bene. Anzi questo si sta sostituendo alla sottile incazzatura. cresci cazzo… guarda quello che sto facendo, ho fatto per esserci. Accetta le mie mancanze e imperfezioni e non metterti in modalità passivo/aggressivo con me. Dopo XX anni davvero mi sono scocciata.
Ho capito che abbiamo tutti tempi e reazioni diverse, che se io ho bisogno di parlare, sfogarmi… e mai abbastanza, c’è chi si tiene le cose dentro. Ma ho fatto troppa analisi su me stessa, per non vedere certi ingranaggi. Dici “non ne voglio parlare” perchè vuoi essere rincorsa. Forse funziona per i maschietti (mah), a me fa solo girare le p… a elica.
Sei una parte del mio cuore, sei stata la mia stampella, il mio aiuto e non lo dimentico. Ma non riesci a essere felice per me, non riesci a essere felice punto. e vorrei tanto aiutarti. Continui a rimbalzarmi… e a sto giro mi sono scocciata.
Un tempo il mio silenzio sarebbe stato carico di rimorsi, ora no. sono qui, ti ho offerto la mano, il braccio e anche il piede. se vuoi prendili.

consapevolezze

da qualche giorno mi ronza in testa un pensiero, un dubbio che in apparenza sembrerebbe atroce… ma in realtà per me se fosse cosi sarebbe solo una consapevolezza. Dopo averne scritto, aver letto, ruminato mantra… ci credo davvero: amare se stessi, mettere il proprio benessere al primo posto, è l’atto d’amore più importante, non è egoismo ma amandosi si ama meglio il nostro prossimo. Mi sono odiata, nascosta, massacrata, tollerata… e finalmente mi accetto, mi voglio bene. è una sfida giornaliera… ma la consapevolezza di me (con i limiti del caso) mi rende come impermeabile ai comportamenti altrui (ripeto è una sfida quotidiana, prima un sopracciglio alzato mi mandava in crisi, ora mi fermo e mi chiedo perchè mai dovrei andare in crisi, scrollo le spalle e vado avanti). Tante cose ancora sono da mettere a posto, ancora ho paura di esprimere i miei sentimenti, però piano piano ce la farò… ne sono convinta. Ho imparato che “correre e affannarsi” non serve, e che la sofferenza… bhe è sofferenza. e l’amore è un’altra cosa.

eppure sentire…

è passato Natale, è passato il compleanno di chi non c’è più, e ogni anno è un po’ più facile. anche se avevo voglia di essere lontano da tutto e tutti. In questi giorni sento il bisogno di dire “grazie” . Per la prima volta, e forse è davvero la prima della vita, sento l’amore intorno a me. Le persone non sono cambiate, sono cambiata io. Mi fido, accetto, e me ne frego.
e fortemente voglio essere io al 100%. con pregi, difetti, cellulite e kiletti.
ma anche con un fisico che tutto sommato non è male, e piace… e sentirmelo dire è bellissimo. Ho passato molto tempo con un uomo che non sapeva dirmi parole belle, dimostrare il suo interesse. Ora so che è il suo cuore a essere congelato. e se mi sono sentita sminuita, è perchè era lui a non sapermi apprezzare. e questo ha generato il circolo vizioso che mi ha portato a esplodere… e andare in pezzi.
Oggi non è cosi. ancora non ci credo, ancora ho ansie immotivate. ancora c’è tanto lavoro da fare, insieme. Ma per oggi, mi sento bene. mi sento! e sento il cuore che batte … libero

Solstizio d’inverno

sta arrivando la più lunga dell’anno, è la notte che porta alla nascita della Luce. è il momento in cui si riflette su quanto seminato e raccolto. In questa notte voglio ringraziare, il 2018 è stato un anno complicato. con una netta separazione a metà, come se a un certo punto fosse scattato qualcosa.
Quindi considero tutto lo stallo, il nervosismo, le delusioni della prima parte si sono sciolte, e l’ultima parte dell’anno ha portato chiusure definitive, novità, dolcezza e amore. Amore in tutti i suoi aspetti, famiglia, amici, lui…ma che fatica, l’amore è fatica, è tempo che non basta mai, è ricerca di nuovi equilibri, è cambiare lato del letto.
Quindi, nonostante ci siano mancanze importanti, persone che vorresti abbracciare e non sono più qui, capisci che hai tra le mani un dono prezioso: la libertà! sembra facile a dirsi… e solo quando ce l’hai tra le mani capisci quante catene ti stringono. e sei abituata a loro. Sto imparando a convivere con questa nuova amica, a non avere paura di fare tutto da sola e a chiedere aiuto quando serve.
imparo ad “amare senza misura”, senza pretendere nulla in cambio. ne sono capace? poco e male, ma mi impegno!
imparo a non sentirmi in colpa per come stanno gli altri, quando non posso farci niente… a non farmi influenzare dai cattivi umori altrui. A rispettare i suoi tempi, e sto facendo fatica.
ma non perdo il sorriso, ascolto le canzoni di natale e ringrazio per tutto il bello che c’è stato nella mia vita, che c’è e che ci sarà.

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apprezzo anche questo

momenti di piccolo nervosismo e di delusione. ma apprezzo anche questo, perchè stare con qualcuno vuol dire vederlo al suo peggio. scoprire che può deluderti un po’ . Quindi anche questi momenti me li voglio “godere”. perchè voglio vedere come si risolveranno, se saprà metterci la pezza giusta. Non sono arrabbiata, affatto. semplicemente è umano e maschile essere nervosi per cose che noi donne reputiamo piccolezze. Ognuno ha le sue fobie… e poi c’è la stanchezza. ecco una costante è questa, l’essere stanco. Per cui mi sono messa in silenzio (e la vecchia me, si starebbe macerando) e aspetto. Deve passare il momento, rientrare l’emergenza e poi vediamo. Io spero che sappia sorprendermi in positivo e aprirsi a nuovi dialoghi. La cosa bella è che nonostante io abbia un velo d’ansia – che mi viene da un lungo retaggio di ansie, sindrome dell’abbandono – al di sotto di esso c’è una nascente cazzimma… perchè io valgo (come diceva lo spot), nonostante i kiletti, le occhiaie e le insicurezze da donna, nonostante i dubbi di essere “troppo”… bhe se sono troppo meglio saperlo subito.

quindi va bene non essere sempre al meglio! non ho voglia di essere fintamente perfetta – impossibile! – e tu non lo sei… quindi guardiamoci negli occhi e diciamoci le cose come stanno… perchè secondo me c’è molto di più. e la pelle dobbiamo levarcela per far vedere i nostri veri colori.

here’s to new adventures

Furono baci e furono sorrisi
Poi furono soltanto i fiordalisi
Che videro con gli occhi nelle stelle
Fremere al vento e ai baci la tua pelle

(cit. De Andrè)

abbraccio e accetto quello che mi sta succedendo da qualche mese. E ringrazio… mi sono soffermata sulle difficoltà mie, sulle paure nostre, e non ho ringraziato abbastanza per la meraviglia, per la serenità che mi sta dando. Ho continui alti e bassi perchè lotto contro me stessa, perchè cerco “l’errore”, mi aspetto la delusione. Non posso essere sicura che non ci sarà, ma voglio smettere di aspettarla, e intanto godermi le cose belle. 
se riuscirò ad accettare il nuovo, il bello e l’imperfetto, riuscirò a essere me stessa, a far vedere il mio io più intimo.

ieri c’è stato un momento di vicinanza profonda, eravamo davvero vicinissimi… e ho capito che non posso perdere qualcosa di cosi bello per le mie paure.

perciò brindo alle nuove avventure e ai sentieri inesplorati. perchè una strada porta sempre da qualche parte… e vorrei camminare con fiducia.

parla con me

parla, chiedimi, aiutami a uscire dal guscio di paura… perchè ho paura. continuo ad avere paura, di cosa non so. mi sento delusa un po’… ma poi mi dico che è normale. 
parla con me, dimmi cosa senti e quello che pensi. troviamo un punto, un momento per noi. Ieri è stato difficile, per me. volevo parlarti, ma non l’ho fatto, ho bisogno di grosse pinze. 
parla con me. i fatti contano di più, ma qualche parola non sarebbe male.

fiducia

fiducia in me, fiducia in te… fiducia in un futuro. manca… manca tutto oggi.

ho bisogno di vederti, perchè se ti scrivo posso essere solo passivo-aggressiva che è la cosa di me che odio maggiormente.  e che odio negli altri.  sono infastidita, ma più che altro da me stessa. perchè sto investendo me stessa, quella vera, nuda e fragile. e ho paura. paura che questo investimento non sia “gradito”, non sia “abbastanza” 

che a te vada più che bene così, ma anche a me va bene cosi, ma nella prospettiva di prenderla calma e far crescere quello che c’è. e tu? va bene cosi, finchè non ti stufi, non c’è di meglio?

mancanza di fiducia in te… in noi. abbiamo un futuro? quale futuro?

affanno

per qualche motivo karmico ci sono dei periodi dell’anno in cui si accumulano impegni e fatiche di ogni genere. ecco dicembre è uno di questi e luglio è l’altro  (di solito il peggiore). Mi ritrovo davanti 2 settimane piene al lavoro e fuori… e adesso do uno stop a tutto. Per sant’ambrogio fermo tutto. Non prendo impegni fino a Natale, riduco al minimo… solo che ora devo trovare le energie per tirare avanti… 
che poi sono impegni anche piacevoli, ma dovermi scrivere la lista delle cose da fare, tra cui “lavare i capelli” perchè altrimenti non so quando lo farò, bhe da la misura. In tutto questo vivo una sorta di pendolarismo dei sentimenti… vedendosi 24ore alla settimana. e sarà cosi ancora per un po’. Poi dovrò cercare una formula e un equilibrio… quando lui è qui vorrei vederlo anche in settimana, perchè 7 giorni sono davvero troppi. Mi manca. Non ci sono altre parole per dirlo. Mi manca la sua voce, le sue mani, i suoi occhi… lui e tutti i suoi difetti, lui e la sua ruvida dolcezza. Lui …
Futuro futuribile? penso e desidero… quando sarà il momento di realizzare?