non lasciare che l’orgoglio…

le frasi motivazionali ti dicono, lascia andare non lasciare che l’orgoglio ti rovini la vita.
vero tutto vero. ma non ti dicono COME. cazzo come.
come si fa a lasciare andare, non è che lobotomizzi…
non è l’orgoglio che mi impedisce di non pensare. Io ho metabolizzato e deciso, sono serena… e poi pouf, basta un niente e torno li.
consigli?

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In the mood for love

non sono innamorata, not even close. But I am in the mood for love… sto cercando di vivere le mie giornate come se fossi innamorata, di me, di quello che faccio, della musica che ascolto, di come il tempo muta e corre verso l’inverno. vivere in quello stato di grazia che l’amore ti da, dove ogni cosa è fatta con amore perchè c’è amore nella tua vita. Questo mood è centuplicato quando c’è una persona che ti attende in una piazza, ti vede e spalanca le braccia, ti sorride e ti stringe forte.
Però posso vivere come se… e se è vero il detto “fake it until you make it”. Io vivrò in uno stato di grazia, facendo con amore tutto quello che posso, tenendo le insicurezze al di fuori. come se avessi un piccolo sole dentro. Perchè solo cosi riesco a godere del presente, che il futuro non so come sarà, e se ci saranno braccia forti pronte a stringermi, voglio indossare il mio sorriso migliore.

Che scritto cosi sembra che io giri con gli occhiali a cuore… in realtà è tutto un rollercoaster. perchè mantenere questo atteggiamento è difficile, maledettamente difficile, ci si scontra con un mondo arido… e a volte il tuo sorriso ne genera un altro ed è bellissimo, altre volte ti ritrovi la porta sbattuta sulla faccia, senza un perchè. e la mancanza di perchè a noi insicure croniche brucia sempre…
Cerco di darmi delle regole, ok sorrido, sto positiva… però non cerco nessuno, gli amici che dicono “dai vediamoci” e poi se non sei tu a chiamare, spariscono. Uomini che mah (non apriamo questo cassetto che solo scheletri possiamo trovarci). In tutto questo mare di gente rovinata, io cerco di essere salda, mi appiglio a poche certezze… guardo il cielo grigio e so che il sole è sopra le nuvole.

 

 

di distacchi, partenze e nuovi traguardi

Mi sento distaccata dal mondo, ma distaccata in modo positivo… nel senso che cammino per milano con le mie cuffiette e la musica jazz a palla. che da a tutto un sapore più romantico. Aggiungo strati di vestiti che l’estate è stata torrida e non vedevo l’ora di rimettere i pantaloni lunghi. Faccio sport, non troppo, ma regolarmente. cerco di mangiare sano. Ricomincio a leggere con costanza, sono più centrata in quello che faccio mentre lo faccio.
In questi giorni il mondo non mi tocca, ci passo in mezzo, ne prendo il buono. sorrido, sono più serena anche con gli altri. Non me la prendo (troppo) per i comportamenti altrui…
ogni giorno che passa sono più distaccata dalla mia delusione. Nel senso che è li. rimane e rimarrà sempre una delusione, ma non mi tocca.
e poi si parte… voglio trovare un book club, voglio trovare un corso in palestra e non fare solo sala. Voglio aggiornarmi e trovare una sfida nuova.
e si parte davvero, per poco, 2 giorni nella mia città del cuore: Albione. Non vedo l’ora
e inizierò un nuovo percorso… per quella parte morbida che non sta in piedi, che deve restare morbida, ma si deve mettere in piedi. e sono felice ed emozionata.
Ho davvero camminato tanto per poter perdere tutto il bagaglio che avevo sulle spalle… e insomma: pronti, partenza, via!

il miglior modo per allontanarmi… deludimi

fammi una promessa e poi scordati di mantenerla… ecco nonostante tutto, nonostante io abbia detto, fatto, aspettato e compreso, questa è stata la goccia. Non ti avevo chiesto nulla e tu ti sei offerto di fare una determinata cosa, e poi pouf sparito. dimenticato? ancora??? una volta è stata dura, ora quasi me lo aspettavo, quindi per me è una grossa pietra sopra a tutto.
Sebbene sarà dura, a tratti durissima. Ma quando una persona che reputi speciale ti delude, ecco che tutto si sgonfia. non c’è odio, perchè sarebbe un sentimento. c’è lei, la delusione, la ferita che brucia. Quindi io ora curo l’effetto, la ferita. ma la causa che l’ha generata, è persa. Non combatto più.
Ci metto un po’, do sempre il beneficio del dubbio… ma se mi deludi, sei fuori.

my soft spot

mi hanno detto che c’è una parte morbida dentro di me… una gelatina fra 2 parti solide… che non sta in piedi. è lì il nodo, la ricerca dell’equilibrio… scoprirla, accettarla, amarla, questa zona nascosta e negletta. che è quella parte che più di tutte proteggo, che pochi hanno visto e per brevi momenti. è quella che diventa triste, che piange… si piango di nuovo, dopo mesi che non piangevo. lei è soffice e delicata. fa parte di me, e sebbene io abbia cercato sempre di nasconderla perchè poteva – puo – non piacere. è quella vera, quella che soffre. e quella che ama.
Non sta in piedi, ancora ha bisogno di essere tenuta per mano, e ha paura di chiederla quella mano…
però voglio dirle che è bella, che è meritevole e che se si fa vedere un po’ di più sarà anche più amata.
è un piccolo gomitolo rosa… e io lo tengo fra le mani, lo accarezzo.
ho sempre saputo che era li, ma adesso ho bisogno che impari a camminare, a stare in piedi… per aiutarmi nel mio viaggio

Una come te (Cremonini)

Una come te, se corre inciampa ma non
cade, chiede la tua mano.
Una come te, per una rosa può morire,
solo perché ancora non sa
togliere le spine. Una come te, mi
piace da morire!
Una come te, un gatto sopra il letto
e un uomo nudo ad aspettare.
Una come te, il vento che le soffia
dentro non la può spostare.
Uno come me, non la può dimenticare…

… perchè mi hanno detto, dopo che hai fatto soffrire una strega non sarai mai più veramente felice…

la distrazione

mi viene in mente una vecchia canzone dei Negramaro che non ci azzecca nulla.
ma il concetto di “distrazione mentale” è molto importante, e mi stupisco sempre di come il cervello cerchi scappatoie, e come si acquieti non appena ne trova una.
pensi e ripensi ossessivamente a qualcosa, qualcuno… poi arrivi al culmine della spirale e dici basta. ma il cervello sta li e passeggia sul bordo. e quindi che fai? cerchi un’altra spirale.
quello che è importante è che sia chiaro che ti stai distraendo, che vuoi solo acquietare la mente… cosi quando sarà calma, cercherai una verde prateria e la farei finita con la distrazione, ma nel frattempo ti sarai liberata dal pensiero ossessivo primario.
il passaggio cruciale è quello verso la verde prateria, verso il “non me ne frega niente” … il mondo scorre e io vado avanti, seguo non seguo il flusso…
e ora è cosi, mi sono distratta, ho ringraziato la distrazione per avermi evitato un pomeriggio di paturnie. ora nel mio praticello guardo la vita che va, e decido cosa fare…
ah la pace… cosi difficile da ottenere.
l’ossessione primaria non è scomparsa, non sono cosi forte, ma è relegata a passatempo senza conseguenza e senza azione.
Potere delle endorfine!

qualcosa si è rotto, o forse no

sai quando hai la sensazione che quel giocattolo che tanto ti piaceva, che ci hai giocato un sacco, che aveva un sacco di difetti, ecco non lo vuoi più. si è rotto? forse no… o almeno non più di quanto fosse rotto prima. ma adesso lo vedi, vedi i difetti, vedi che mancano dei pezzi. è brutto, non lo vuoi più nella tua cameretta. lo sposti, prima nella cesta, poi ti dimenticherai di lui, poi la sua sorte è il bidone della monnezza.
ecco, io sono alla fase “cesta”. Quello che pensavo fosse il mio giocattolo, quello che pensavo fosse l’unica cosa che potevo meritare, che lo guardavo e per me era bellissimo… ecco lo guardo e non lo è più. Merito e voglio la versione nuova, scintillante e funzionante.
Ho visto le crepe, gli ingranaggi che non girano e ho capito che giocarci è inutile, genera frustrazione. Quindi lo metto nella cesta.
sta li… l’idea è che si smaterializzi da solo. come direbbe Mari Kondo “non mi da gioia”.
certo ora non ho nessun giocattolo, dovrò cercarlo, ma è come quando passi dalla Barbie a… a cosa? non sei più una bambina. quel tipo di gioco non fa più per te. Non ricordo quale sia stato lo step successivo, probabilmente sono passata direttamente a Cioè e alle uscite con le amiche, ai libri di Nero Wolfe…
ecco un mondo tutto nuovo.
Forse un giorno prenderò il contenuto della cesta e lo rovescerò nel bidone della monnezza…
Per adesso, sento solo che la fase barbie è finita. La stanza è vuota…va riempita di cose nuove, che rispondono alla nuova me.

Rise and shine

tornata.
è stato mare, è stato vento, è stata pace. è stato quello che volevo. ho mentito quando ho detto “voglio divertirmi” , non era quello che mi interessava, ma mettere ordine nei pensieri, buttare via e riportare alla luce quello che la stanchezza e l’ansia avevano nascosto in fondo.
sono tornata. sono qui. sono pronta.

low battery…

ultime ore, ultime mail, ultime call… insomma, che il tempo scivoli, che io ho bisogno di premere il bottone di OFF. e poi scollegare il cervello…
non sono più lucida. se non sto attenta faccio cazzate, mi bruciano gli occhi, stanotte ho pure dormito male. Insomma tutto va verso il declino.
in ufficio ci muoviamo come zombie. tutti ad aspettare che suoni la “campanella”

siamo nervosi, siamo stanchi. scattiamo. scatto per un nonnulla… sono stanca di lamentele, problemi e nessuna soluzione… o meglio so qual è la soluzione, e devo pianificare. Ma non riesco a pensare, a decidere e pianificare, la batteria è scarica. E ho deciso di non farlo. lascio andare tutto. piccole cose, piccoli impegni. la valigia da fare, piccola, leggera. cosi come i miei pensieri. come vorrei che fossero.
ci vuole coraggio a lasciare andare… e io sto lasciando andare tutto. chi resta è perchè vuole esserci.
l’ho imparato, a mie spese. ma non forzo più nessuno… ahhhh come vorrei saperlo fare per tutto!
o meglio per l’unico pensiero spiraloso che ancora ho… uno solo non è tanto…
ma abbastanza per rendere il cuore pesante, a volte, a tratti…