l’importanza delle parole

ho letto parole che non erano per me, e sono le parole perfette che vorrei sentirmi dire. Parole vere, di un uomo vero che ama e sa dirlo. Le ha scritte sulla carta, dove posso sempre trovarle e piangere perchè non sono per me.
E domani vorrei essere in un posto dove non posso essere, non perchè irraggiungibile, ma perchè esserci farebbe troppo male. ma quelle parole che verranno lette vorrei sentirle.
le parole sono state il mio rifugio e la mia dannazione.
so leggerle, interpretarle e non so dirle. sto imparando.
Sono sincera, ci provo.
e se scrivere serve a qualcosa… le mie parole sono queste:
” grazie del regalo che mi hai fatto, grazie del dolore che mi hai provocato perchè mi ha dato la forza di andare avanti… ora ti chiedo un favore, scompari dove io non possa più leggerti perchè finchè ci sarai io lo farò”

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find your happy place

le vacanze sono finite. come sono andate? meglio e peggio del previsto. ho pianto meno di quanto mi aspettassi in certi momenti, non sono stata di cattivo umore quando mi aspettavo di esserlo. Ma in momenti in cui la serenità e il riposo dovevano essere la mia priorità ho pianto come una fontana. sono stata triste. Ho capito che devo fare quello che voglio io, quando lo voglio, e non devo avere paura di farlo da sola. Trovare “my happy place”. Le cose come stanno non vanno bene… ho pian piano sistemato tutto… e adesso si passa al livello successivo.
difficile, ma devo provare a seguire l’istinto!… a fidarmi delle budella, a piegarmi quando il vento è forte, ma a rialzarmi appena passa. e sempre… sempre… con il cuore spalancato!

scarpe azzurre

sogno scarpe da ginnastica scamosciate azzurro cielo… mi parlano di libertà.

Il mio cervello è in modalità stand-by. si attiva se richiesto. scrivo liste, perchè non trattiene le informazioni.

manca poco alle sospirate vacanze… ogni anno arrivo stanca, gli ultimi 2 natali parlavano di stanchezze e preoccupazioni diverse, gravi. Ora la stanchezza deriva da tutti i pesi che ho lasciato cadere nel corso degli ultimi 12 mesi. ho esagerato, non ho mollato… quando dovevo prendermi una pausa seria. ho avuto paura, forse non ero/sono pronta.
devo scrivere una lista di cose da fare nel 2018. di come imparare, di come mettere a frutto quello che questi anni difficili mi hanno insegnato. Ho un bagaglio leggero… il cuore ogni tanto è pesante, ma ci sono delle scarpe azzurre a farmi volare.

stavo pensando a te…

perchè mi ritrovo ancora, nonostante tutto, a pensare a te.
ogni volta che incappo in uomini, per carità bravi, potenzialmente validi, anche con delle compatibilità… ma chimicamente insipidi.
mi chiedo perchè… e di risposte ne ho mille +1 (dove il +1 conta moltissimo).
quando ti rendi conto che lo sfioramento di un braccio ti da fastidio e non un brivido, quando noti piccoli dettagli che non ti piacciono e sai che non sono quelli che fanno la persona. Mi dico, sono io che sono chiusa, che non lascio agli altri seconde opportunità. e non posso pretendere che scavalchino muri. La verità è che se ci fosse un brivido, i muri cadrebbero. Ma questi sono gli altri… non sono te.
veniamo al perchè… perchè ti penso… NONOSTANTE… le sparizioni, gli inseguimenti, il trattarmi “male”, il ferirmi… (le virgolette contano, mi hai detto cose vere, in maniera diretta per allontanarmi, non sei mai stato cattivo, che di questi tempi è un attimo fraintendere). ma mi hai deluso…non lo dimentico.
e NONOSTANTE TUTTO ti penso, ti sogno. mi sono chiesta se sono masochista, se è noia, se…

perchè la pensi come me, perchè mi fai sorridere (quasi) sempre, perchè sei imprevedibile e sensibile, perchè ami quello che amo, perchè mi hai capito senza parlare… ma a volte essere simili è una condanna. perchè un’ora con te passa veloce, non guardo il telefono e non penso a nient’altro che al momento presente. E questo conta più di tutto.
ci sono giorni in cui tu sei un pensiero fugace. e poi ci sono giorni in cui sei fisso nella mia mente…e quelli sono i giorni del +1: perchè anche tu mi pensi.
e quando penso che mi pensi, mi dico… se c’è una possibilità, ancora, nonostante tutto… perchè non ci vediamo.
troppi perchè! ma alla fine, sai che c’è… sto pensando a te, ora.

MA ho chiuso la porta, e alla fine quello che chiedo è il diritto all’oblio. Dimenticarti sarebbe la cosa migliore. Accettarti come ricordo, tollerabile.

e concludo, SE qualcuno volesse farmi un regalo di Natale sarebbe avere te, senza paure e senza perchè.

 

 

La vita ha sapore solo per i pazzi

Essi hanno detto: sei diventato pazzo per Colui che ami.
Io ho detto: la vita ha sapore solo per i pazzi.
Yafi’, Raudh al rayahin

si riparte da qui, dal rendersi conto che la vita ha perso sapore, che la mia massima follia è chiudermi in casa e dormire. Ne ho bisogno di dormire, per placare la coscienza. leggo queste parole come incipit di un libro e mi rendo conto che ho spento tutto. Ho tagliato, levigato e per farlo ho messo in stand by la vita. Ora è tempo di tornare a vivere, assaporare la vita, le possibilità, le gioie e anche gli errori.
e ho paura, tantissima… di quello che accadrà, di quello che potrebbe accadere, di quello che potrebbe non accadere.
mi mancano delle braccia attorno a me, a reggermi nel viaggio perchè non mi fido delle mie ali. Posso farcela? non lo so. e se cadrò saprò rialzarmi?

non so se sarò capace di impazzire per amore, perchè mi ha fatto tanto male in passato. ma dentro di me c’è tanta voglia di scoprirlo. si dice che se conti fino a 10 prima di buttarti, non devi aspettare il 10 ma buttarti prima. Tanto non sarai mai pronta.
io sto ancora contando… ma almeno ho iniziato a contare.

che il distacco è necessario

nella vita ti devi distaccare, don’t take it personal baby.
e io sto applicando la regola, che poi di conseguenza diventa “fatti i cazzi tuoi e campa 100 anni”. perchè se non la prendi personale, non chiedi, tiri dritto e ti fai i cazzi tuoi.
che tutti hanno le proprie priorità, che la maleducazione dilaga, che la delicatezza, gentilezza, umana pietas sono scomparse…
e allora chirurgicamente opero il distacco. io che mi sono sempre sentita coinvolta e responsabile, stacco brandelli di pelle per non sentire. chiudo le orecchie con musica e auricolari. mi stacco dai social (ci provo)…
la miglior difesa è vivere bene la mia vita.
inciampo nei sassi lasciati sulla via, tracce di vita… e nonostante tutto sorrido. un sorriso distaccato, si, ma penso e canticchio “le cose che abbiamo in comune”, perchè quando leggi quello che vorresti leggere, percepisci l’intelletto che adori… ma no, resto distaccata dall’altra parte della barricata.

Pianerottoli

cose inaspettate sul pianerottolo… che mettono inquietudine.
frasi che parlano di pianerottoli… “il passato è sul pianerottolo, potrebbe bussare alla tua porta”. e tu pensi che no, non vuoi più aprire al passato…che è PASSATO.
è passato facendo danni, bruciature e cicatrici. che il passato te lo ricordi e i segni sono li a ricordartelo.
ma che ora stai facendo fatica, e hai fatto una fatica immensa a buttare via tante di quelle scatole del tuo passato. Ora hai dello spazio libero da riempire… e stai cercando di capire con cosa.
al momento vorresti un po’ di divertimento leggero… che manca. Perchè sono ancora pesante…
e quando arrivi sul pianerottolo e vedi la porta di casa, pensi solo al calore della candela che accenderai, alla coperta e al terrazzo con vista sul cavalcavia. che anche d’inverno raccoglie i tuoi pensieri e le tue grida.
ecco no, resta sul pianerottolo, ancora non è tempo…

segui la parte sinistra…

non è una questione politica. segui l’istinto, il cuore, eppure cazzo il cuore ti inganna. o non si fa sentire abbastanza, perché qualcosa mi porta là. e là è sbagliato, là è dolore, incertezza, delusione…
il cuore sa, eppure continua a martellare… ma io là non posso più andare.
è stato bravo tante (troppe) volte, mi ha aiutato quando voltavo le spalle. la pelle faceva ancora male, la ferita sanguinava. lui diceva “lo so, ora è cosi, ma andrà meglio, ho chiuso la porta, piangi un po’, ma sai che la scelta è giusta”
adesso perchè, perchè non riesci a dirlo, dirlo davvero… perchè quella porta è li socchiusa. continuo a sbirciare. e non riesco a placarmi.
lo ascolto e mi dice, “non è tempo, ma verrà il tempo”… devo crederci?
lo distraggo, lo metto a tacere, ma appena può lui torna lì.
e fa male, malissimo.

domande senza risposta

bisogna imparare che alcune domande saranno per sempre senza risposta. che anche se la risposta è dovuta, gradita, necessaria… non l’avrai mai. O meglio che forse la risposta la sai già, che quella intuizione è la verità. La persona che ti dovrebbe rispondere è come te, fragile, umana e fallibile. pensa che il silenzio sia la risposta giusta. e anche tu l’hai fatto ad altri credendoti nel giusto… e probabilmente non era così.
Voglio imparare a dare risposte, spiegazioni, per aprire portoni e chiudere porte. per essere capace di chiarezza e limpidezza. Non posso pretendere da tutti la stessa “cortesia”, voglio imparare a farmene una ragione e a distaccarmi.
e se sbaglierò sarà perchè sono umana…

I wan’it all… and I wan’it now

osare in grande, sognare in grande… ecco io ho sempre avuto paura che chiedendo troppo sarei stata punita da qualche forza superiore. La realtà è che le cose belle arrivano, sia sudandotele, sia con un pizzico di fortuna… e le cose brutte… bhe capitano, sia perchè si sbaglia, sia perchè la sfiga esiste.
ma rinunciare al bello, a quello che si desidera… è un autogol. e io per troppo tempo ho rinunciato al sogno. al concedermi piccole gratificazioni… al cercare approvazioni che non dovevo cercare.
adesso il primo passo verso questa strana, nuova me, che sta guardando fuori… è volere tutto! senza paura di volerlo!
si voglio tutto, tutto quello di cui ho avuto paura, quello che pensavo di non meritare… tutto!
che non vuol dire la Birkin o una villa in Polinesia… ma trovare la fiducia e la sicurezza di prendermi quello che la vita mi offre, non rinunciare a nulla…
godere di ogni attimo, delegare, smetterla con i sensi di colpa… essere sanamente egoista.
piano piano declinerò questo tutto… devo solo crederci, che è li a portata di mano!