alla faccia di tutti e tutto…

… sono felice, sarò felice. se aspetti la perfezione non lo sarai mai. ci sarà sempre una percentuale più o meno alta di “rogne”, inghippi, imperfezioni. Non si scappa. Ma il segreto è surfarci sopra. Io mi facevo andare a fondo, un piccolo intoppo diventava una montagna. Un disguido, mi faceva andare in ansia.
Adesso, è ancora cosi, ma meno. cerco di improvvisare, di accettare che non sempre posso dettare io i tempi. ma nel frattempo, posso fare quello che voglio. Essere felice. Ringraziare per le gioie che la vita mi ha riservato, le sorprese che sono arrivate. le piccole conquiste. E poi… mai fermarsi. sognare sempre, sognare in grande, lavorare duro per realizzare i propri sogni. che sulla strada per farlo ci saranno belle sorprese.
Parole come “accettarsi”, “amarsi” sono vere, risuonano finalmente in me. Le mie ciccette, le mie occhiaie, la mia maldestrità (eeheh)… sono li. posso migliorarle, e lo farò, ma sono le mie compagne di viaggio. Cerco più tempo x me, per leggere, per visitare posti nuovi, è il mio obiettivo.

E amare, amare forte, amare per prima. Non mi aspetto di essere ricambiata, voglio solo far sentire il mio amore a chi mi è accanto. E questo mi spaventa a morte. è una sfida. Una sfida per essere più felice. se alle mie rose risponderanno con della cacca… soffrirò, ma non sarò meno felice, perchè ho capito che la felicità viene da dentro. e niente e nessuno può togliermela.
non sono impazzita, avrò sempre i miei alti e bassi… ma cercherò di tenere ben salda questa convinzione. Alla fine sono passata attraverso 2 grossi lutti (con tutto quello che comporta la chiusura di una casa dove hai passato la vita) , la fine di 1 storia, la perdita di un lavoro, la perdita di 2 amicizie importanti in 3 anni. ora festeggio 10 mesi di “no drama” in cui non sono stata immune da sfighe varie… il mio corpo che come un soldatino non mi aveva dato problemi ha somatizzato la qualunque. Però sono arrivati: un nuovo lavoro, un nipotino tondo come una mela, e due bellissimi occhi blu che mi fanno ancora sciogliere quando mi guarda. Nulla è stato facile, l’assestamento complicato. la voglia di mollare tanta. eppure sono qui. sorrido e tengo botta. Credo negli unicorni. io li ho visti.

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le vite degli altri

ormai farsi in fattacci altrui è diventato sport nazionale, perchè basta un click per vedere cosa fanno in ogni momento. Naturalmente perchè viene postato e condiviso pubblicamente. Non si tratta di “tutto” ma di quello che vuoi far vedere, che di solito è bello, divertente e raramente triste e incazzoso. Cosi mi capita di rimanere agganciata a quello che dice e scrive “l’uomo perfetto sulla carta”. Ho scritto di lui, mai lo nominai e mai lo nominerò. Ma credo di non essere mai stata affascinata dalla mente di una persona cosi tanto, così profondamente. perchè non ha mai ingranato? non lo so… o forse si, ma sono tanti i motivi che non saprei scegliere quello scatenante. tant’è. di “vissuto” poco, di pensato tanto … e ora mi capita di leggerlo. e penso ogni volta. “cazzo… ” Non rimpiango (più), ma vedere che ha ottenuto ciò che voleva, mi fa invidia, positiva per carità, ma con un velo di malinconia. Naturalmente nella sua nuova vita c’è LEI … E lui è perfetto anche con lei… weekend fuori, ironia, unione di famiglie. Anche qui invidia, profondissima. Dov’è l’uomo che passa a prendermi il venerdi sera per un weekend al mare/lago/capitale europea. [PS: la mia parte la pago io, sia chiaro! non sto parlando di farmi regalare tutto questo, non è il punto].

ecco la loro vita senz’altro ha delle difficoltà, non saranno rose, fiori e cuoricini. Quello che lasciano sbirciare però è quello che desidero, e in questo momento sembra irraggiungibile. Invidio lei che ha saputo conquistarlo e che “lives the dream” my dream.

Mi sento a un bivio… la strada sulla quale sono, non mi darà quello che voglio, per lo meno sembra molto difficile al momento. e perchè continuo a starci? perchè io non pubblico le cose belle che mi succedono, perchè vale la pena, anche se a volte è difficile. perchè non lo so, e ancora non ho deciso.

vivi nel presente

avrei potuto intitolare questo post “cagacaxx” perchè questo mi è stato detto. potrei auto-indorarmi la pillola dicendo che sono menosa, paturniata.
il karma mi punisce perchè sono 2 settimane che sono lontana da lui, ma al tempo stesso 2 settimane in cui mi sto riappropiando di me stessa.
quindi se la vita ti offre limoni … fai una limonata!
vivi nel presente, godi di quello che hai… e non rompere!

arriverà il tempo delle ciliegie, arriverà il momento in cui tutto sarà pronto. Nel frattempo smetto di sovrapensare… ma LASCIO ANDARE.
Ci provo e ci riprovo, sono mesi… ho finalmente avuto la scossa, la parola giusta! sono una cagacaxx e me lo ripeto a mantra. Nn lo sono con gli altri, ma con me stessa. Quindi cerco di smettere di esserlo, non è facile. sono intollerante su molte cose, tollero poco di fare quello che non mi va, come una bimba capricciosa.
ma medito. metto creme anticellulite. mangio sano. penso meno. pianifico… perchè a me fa bene. e aspetto (vivendo nel presente).

bubble

forse è difficile, forse è impossibile, ma devo / voglio rompere la bolla in cui mi trovo. Mi va stretta, non è mia… Troppe piccole cose mi fanno incazzare, e anche se gli amici mi dicono “let it go”… non posso più procrastinare.
preferisci un acquisto a un regalo promesso. non trovi tempo, inventi scuse e però per un drink con gli amici ce l’hai. Vedi non cambia i miei equilibri, ho la mia vita, i miei impegni ed è importante x me mantenerli… ma non mi va di essere confinata nella bolla.

oggettivamente non sono più la stessa persona di 3 anni fa, ma neanche di 1 anno fa. E questa situazione non è per me sostenibile, mi ha creato problemi di salute, mi ha dato insicurezze. Ma allontanandomi un momento, e riprendendo la mia vita di prima mi sono resa conto di quanto mi sia mancata. di quelle volte che ho avuto un inutile senso di colpa.

e non è che io non voglia provarci, ma voglio provarci su delle basi più solide. altrimenti non sono disposta a stare su questa strada. vedremo…

ho bisogno di forza e cazzimma!

Chase your dreams

in questo inverno che volge al termine ho perso i miei sogni. O forse ho raggiunto quello che non credevo possibile – piccole cose per il mondo e i più ma mastodontiche per me. E ora… what’s next? mi sembra tutto grande e infattibile. e quindi non sogno più…

è il momento di buttarsi, di sparigliare le carte… di inseguire la fine dell’arcobaleno. Trovare nuovi sogni, nuove sfide… credere all’impossibile!
ho paura di crederci, non riesco nemmeno a fare una dieta! eppure, eppure… spero che la primavera in arrivo mi porti Aria nuova, sogni nuovi, grandi e morbidi… che sappiano di caldo e di zucchero a velo, che portino abbracci lunghi e risate che sanno di vino bianco e profumato. Prometto di rincorrerli, di non arrendermi, di avere fiducia e di lasciarmi sorprendere. e di non avere paura…

succede

succede di sentirsi a disagio nella propria pelle. succede di aver voglia di mandare affanculo un po’ di persone, solo per sentirsi dire che no non se ne andranno. succede di essere stata trasparente e accondiscendente troppo a lungo. succede.
ma succede anche che ci si scoccia. che ci si stufa di capire, comprendere e tollerare. che essere messa in seconda fila sempre dopo un po’ mi fa passare la voglia di stare in fila.

se chiedo qualcosa io, è sempre difficile. e allora non chiedo niente. ma sono arrivata al punto che ho voglia di gridare tutto quello che non ho gridato

succede… poi non dite che non l’avevo detto.

Fame

è tornata. dopo 2 settimane abbondanti di nausea e schifo praticamente su ogni cibo… la fame è tornata, rabbiosa. Il mio corpo risponde finalmente e anche lo spirito sta meglio.

ho delle ansie, delle malinconie… immotivate mi dico. o forse il motivo c’è e io lo respingo inconsciamente. e i miei problemi di salute sono stati il sintomo di questo malessere. Ma ora la fame è tornata… attendo le energie e la primavera.

fisicamente ko

giornate cosi cosi… mi sono beccata un bel malanno… a cui a causa del medicinale si è aggiunta la nausea. stasera finalmente prenderò l’antinausea (cazzo ci vuole la ricetta x tutto… a me pare esagerato).

cmq sono stata 2 giorni a casa, il primo alla grande, il secondo una merda anche perchè appunto è arrivata la nausea. quindi torno in ufficio… nei giorni della merla… con la neve in arrivo. Ieri ho parlato troppo e la voce è scesa in cantina. oggi taccio x precauzione, e dopo il lavoro me ne torno a casa. ho voglia di starmene tranquilla… non ho fame, il che la dice lunga sul mio stato.
intanto rifletto sulla mia condizione, di donna con “frequentante”. che dire il mio ragazzo fa ridere e fidanzato è un po’ tanto. però continuiamo… e non ho più il fiato corto per la prima volta dopo tanti anni… e non posso che ringraziare per questo. ma rifletto su cosa va, non va e potrebbe andare meglio…

quindi spero che questo malanno passi in fretta perchè ho voglia di sbaciucchiarlo tutto.

On Happiness

che cos’è la felicità? se lo chiedono libri, canzoni, le persone sul bus…
ci affanniamo per raggiungerla… rinunciamo a cose/situazioni perchè poi sarà ancora meglio… ed è giusto? ora se si tratta della terza fetta di torta in 10 minuti sì. ma rinunciare a vedere gli amici per lavorare, non dire quello che si prova ai nostri affetti perchè siamo di fretta, bhe no.
io sono la miglior sabotatrice di me stessa. vedo la felicità come qualcosa di lontano, come una montagna da scalare… e invece devo imparare a essere felice qui e ora.
amarmi di più, e credere in me e alla mia capacità di creare la mia felicità con le mie mani in ogni momento.
perchè guardiamoci in faccia… la felicità con la F maiuscola quello dove tutto è bello come nella casa del mulino bianco, non esiste. voglio dire, non esiste che nella vita vada tutto bene tutti i giorni, ogni giorno. ci sono piccole (e grandi, oh si, immense) sfighe: la scala mobile della metro rotta, il collega maleducato, l’amica depressa, il raffreddore, che rendono la giornata più o meno difficile e complicata (volutamente sono rimasta sul piccolo piccolo). E a quel punto, io mi sono sempre irritata e ho sviluppato la mia sindrome da calimero. Invece se pensi che la felicità è piccola piccola e però c’è sempre… alla scala mobile rotta controbatti con un bicchiere di vino. al collega maleducato con il portinaio che ti saluta e ti tiene la porta aperta. E cosi a salire…
e se la nostra felicità dipende dagli altri… perchè possono esserci mille frasi motivazionali, ma se litighi con il tuo LUI, o un suo comportamento ti fa soffrire… è più difficile compensare. Ma bisogna impegnarsi, pensare non al problema ma alla soluzione. e avere fiducia, fiducia in noi e nella nostra capacità di trovare il sole dopo una giornata di pioggia.

flipped out

ieri sera ho avuto un momento (2 ore per la verità) in cui sono andata fuori di testa. il motivo reale era sciocco e non c’era ragione per esplodere. Le ragioni sottostanti sono quelle che da un po’ sento pressanti. che alla fine, quello che io penso e poi taccio perchè “è troppo presto” in realtà restano finchè non è troppo tardi. c’è una discrepanza tra i gesti e le parole, c’è troppo silenzio. Quello che dico dal giorno 2 è li davanti ai miei occhi… poi non posso negare che dei passi ci sono stati, ma ora voglio di più. perchè non posso flippare cosi!

che sono una strega lo so, che leggo tra le righe anche… quindi nulla mi sfugge, tutto ricordo. e questo è un bene e un male…. ma non si sfugge. la mia più grande paura è il no. e da quello scappo… ma devo pensare che potrebbe anche essere un si. e che se fosse un no, non è la fine del mondo. perchè la fine del mondo l’ho già vista!