perchè siamo principesse… guerriere

è vero che siamo cresciute con le favole, che le varie principesse sono state il nostro sogno di bambine (la mia preferita è La bella addormentata… e sul significato psicologico ci sarebbe un bel po’ da commentare), però poi siamo cresciute, la vita ci ha dato le sue mazzate e più che principesse ci siamo sentite a tratti sfigate di varia caratura.
beh anche no.
siamo principesse, ma non di quelle che stanno li ad aspettare di essere salvate (capito Aurora?), siamo principesse guerriere, tatuate e con un’armatura d’acciaio.
la vita non deve farci paura, sappiamo affrontarla. Il principe c’è, non c’è, è distratto e spaventato. Ma noi no… andiamo avanti.
qualche volta sanguiniamo, piangiamo… e ci serve un abbraccio. Ma è per ricaricarci, per guarire e poi saremo noi a riprendere la spada in mano e combattere le nostre battaglie.
ecco, e a volte serve un segno sulla pelle per ricordarcelo. Un nuovo tatuaggio che dica ” si riparte da qui”.
il resto è passato, il drago è morto.
a volte ci manca… è normale, perchè è stato il nostro nemico, il nostro compagno nella battaglia su barricate opposte. forse abbiamo un po’ perso, ma ce ne siamo liberate. e ora non sappiamo cosa farcene delle armi e teniamo su l’armatura, che non si sa mai.
invece no, c’è tempo per la guerra e tempo per la pace. togliamo l’armatura, togliamo la polvere e brilliamo come solo noi siamo capaci.
che sia pace, che sia forza, che sia amore

elettricità

ieri notte nel pieno del sonno… occhi spalancati, nervoso nella pancia, mani che prudono.
mi rigiro nel letto cercando di riprendere sonno… ma niente. Allora ho imparato ad alzarmi in queste calde notti estive e uscire sul terrazzo… e allora li sento tuoni fortissimi in lontananza, lampi di luce e un vento fortissimo. Elettricità che il mio corpo ha percepito nel buio e nel caldo del letto. Ho aperto le braccia lasciando che il vento sollevasse la camicia da notte, ho chiesto alle forze della natura di darmi il coraggio che mi manca, di spazzare via le paure. Mi sentivo tutt’uno con l’elettricità intorno a me.
tornata a letto ho dormito profondamente…
stamattina ho sorriso, ho guardato il mio volto abbronzato. sono bella. sono io. sto tornando.

la mente vaga… il cuore sa (forse)

la mente vaga, cerca balsamo per le ferite. lo trova, lo prende, si ricarica. Prospettive di mare, sole e risate… piccoli scampoli di pace. Ma il cuore sa che c’è ancora una ferita da sanare, la più profonda. che fa male quando cambia il tempo, quando vedi una maglietta a righe, che le promesse sono rotte, ma ehi erano promesse…
e batte, lo stesso, e sanguina ad ogni spinta. Ma anche sanguinare fa bene, perchè butti fuori… e purifichi.
però la mente – bastarda – nel suo vagare fa degli strani giri… e ti riporta li dove il colpo è stato inferto, Tanto indietro nel tempo che pare impossibile.
e dice: guardalo, osserva bene… è passato e tu sei ancora qui.
il cuore lo sa già
per questo non ha mai smesso di battere anche se faceva male.
e sa che un giorno, presto, il sale del mare non brucerà più sulla ferita che ha smesso di sanguinare.

ma falla una stronzata ogni tanto!

ho sempre avuto paura di quello che la gente poteva pensare di me… e quindi di stronzate ne ho fatte poche. Quando le ho fatte mi sono autoflagellata talmente tanto che il dolore veniva più dai colpi autoinferti che dalla stronzata in sè.
quindi
siccome alla gggente in realtà delle tue stronzate importa ben poco e IF IT DOES NOT MATTER IN 5 YEARS, I SHOULD NOT BOTHER FOR MORE THAN 5 MINUTES… mi impegnerò a fare stronzate. e a riderci sopra. e a pagarne le conseguenze con una scrollata di spalle.
sarò un po’ più egoista, che io patisco i musi altrui… e invece dovrei fregarmene.
che solo poche persone contano davvero per quello che hanno fatto per me, e gli altri… well not so much!
si accettano consigli su possibili stronzate… attendo che l’universo mi dia l’ispirazione, visto che per le cose serie ci sta ancora pensando su… beh questo dovrebbe venirgli più facile.

sempre di parole… trovate per caso

ieri sul muro qualcuno ha appiccicato un biglietto con una poesia…
ieri ho scoperto che ci sono parole che fanno sorridere
stamattina ho letto una parola su una scatola ed era quella giusta
poco fa ho letto una poesia, guardando distratta dove non pensavo ci fosse… ed era lì. ed è stato un colpo al cuore. è già la seconda volta.
e non ho parole alte per commentare… ma credo che Sti cazzi renda l’idea

Quando qualcuno scrive le parole giuste… Abbi cura di te

Abbi cura di te (Levante).
una splendida canzone che dice quello che sento in questo momento, quello che spero e che affido all’universo.

Ovunque andrai abbi cura di te, cura dei tuoi guai
Io ti ricorderò tra I miei desideri e I sogni che
La notte porta e il giorno non cancella mai
Un giorno poi abbi cura di me, cura di noi
Per ogni passo che ho fatto per venire fino a te
Per quelli che farei, per quelli che farò
Per non stancarmi mai, mai, mai, mai

E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore

Difenditi
Il vento soffia, sposta il tempo, il tempo soffierà su te
Per ogni volta che abbasserai lo sguardo
Senza più chiedere perché, chiedere di me
Tu non scordarti mai, mai, mai, mai

E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore

Segui la parte sinistra, il battito lento, l’istinto che sia.
Segui le orme dorate, I cieli d’argento, non perderti via

spiralling

pazienza, pazienza, pazienza…mantra. frasi motivazionali. qualsiasi cosa mi faccia passare quest’ansia. ansia di tutto. di vivere. di non vivere abbastanza. di dire, di non dire. di pensare e materializzare pensieri negativi. desiderio di essere a 1000 miglia da me stessa. di avere tutto e subito. di ridere e essere una bolla di sapone. invece mi sento un sasso, pesante, lento, spigoloso. e quindi sto ferma, smusso dall’interno. ma è fatica. è dolore. è dirsi… continui a sbagliare. e rialzarsi. e non dire. e sentire il cuore gonfio di tante troppe cose. di vedere il tempo che procede ma non risolve. è amare con un ma…

la pazienza

devo avere pazienza con me stessa.

me lo dicono le mie occhiaie, me lo dicono le gambe stanche e la testa che non riesce a smettere di pensare.

ci sono 2 forze (2 persone) dentro di me, che in questo momento sono in conflitto… e se una vuole tutto e subito, l’altra è spaesata, una piccola Aliceinwonderland. e non c’è modo di metterle d’accordo. Il risultato è lo stallo.

il solo modo è la pazienza, la cura e la spensieratezza…

Imparo lento e sbaglio veloce // Quindi devo ripeterlo

rileggo gli ultimi post e mai le parole di Tiziano Ferro mi appartengono.
Imparo lento… ci metto una vita a rendere mie alcune convinzioni, penso che siano incrollabili certezze, sono certa di aver superato lo scoglio.
MA

sbaglio veloce… in bene e in male. In fondo in fondo avevo un tarlo e dovevo cavarmelo. quindi in 5 secondi ho sbagliato. Ora l’entità dello sbaglio è ancora ignota, potenzialmente un fantastico disastro. Una meravigliosa catastrofe. E io punto tutto sul “meravigliosa”. perchè me la voglio proprio giocare…
ma sbaglio anche nelle mie sensazioni, pensavo ci fosse stata una svolta, che le parole avessero un significato, e invece no. Ho insistito, ho analizzato, ascoltato bene… e a un certo punto è arrivata la voce giusta. Anche lui stava imparando lento… stava cercando la sua incrollabile certezza.

Quindi ho teso una mano, l’ha sfiorata…e ora chissà. Ho avuto qualche risposta, e aspetto il profumo dei gelsomini nella notte d’estate.

Eppure sentire

ho capito una cosa importante. ora, il mio cervello l’ha capita, il cuore forse la sapeva già… adesso la devo “digerire” e quindi sono le mie viscere che lo devono assorbire.
Fino ad ora ho pensato che a mancarmi fossero le persone… no sbagliato! a mancarmi sono le sensazioni che provavo in determinati momenti.
quindi quello che sto sentendo e che a volte mi attorciglia lo stomaco è come stavo bene io con lui. in quel momento. che in altri sono stata male come un cane.
quindi care budella, placatevi, che no, non è lui che cercate ancora… ma quella sensazione li, quel benessere, quel sentirsi al posto giusto.
e quando una sensazione è bella, la vuoi rivivere… non con lui, capitemi. Lui non c’è. gli ho detto addio un milione di volte. e se ci pensate bene, vi farebbe stare male, aggrovigliate e dolenti. e questo non è quello che voglio, non più.
cerchiamo chi ci farà stare bene, sempre. non per una manciata di secondi.
upgrade needed… perciò ricordate le sensazioni, non la persona.